In Italia sembra che il primo problema delle persone non sia più arrivare alla quarta settimana. C'è anche chi fatica già alla terza...Con la benzina a quasi 1.50, i mutui alle stelle, pane e pasta che costano come l'oro, inflazione a livelli che non si vedevano da anni, senza contare la monnezza che ci sta sommergendo e all'improvviso sembra che il problema principale siano i Rom...
Il dato di fatto è che ci sono molte famiglie che non ce la fanno più. Tg4, Studioaperto, Buona Domenica, Domenica In ci stanno campando con questo problema.
Il dato di fatto è che non esisteva fino alla settimana scorsa un solo caso accertato di tentativo di rapimento di un bimbo da parte di un Rom. Due casi nel giro di una settimana. E sono diventati un'emergenza. Tanto da far scattare i primi provvedimenti in merito e a parte l'abolizione dell'ICI, che era già stata eliminata per il 40% dal governo Prodi, ma Tremonti solo ora l'ha ricordato, non si vedono decreti in merito.
E intanto la benzina aumenta, il pane lievita, e noi risolviamo i problemi rovesciando cassonnetti e bruciando le baracche dei Rom.
Ognuno ha il governo che si merita...
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giovedì 22 maggio 2008
mercoledì 2 aprile 2008
Demagogia 2
Leggevo poco fa un articolo su Corriere.it di Aldo Grasso, noto critico televisivo. Lo riporto così com'è scritto.
«Capri», favola a cui nessuno crede
Come cambiano in tempi! Una volta il vecchio Angelo Rizzoli, il commenda, trasformava Ischia nella più importante stazione termale del Mezzogiorno; adesso il nipote Angelo si deve accontentare di produrre una fiction turistica sulla rivale Capri, «rubando» alcuni nomi al passato ischitano: Reginella, Isabella... Come cambiano i tempi, signora mia! Una volta di Capri si occupavano scrittori come Alberto Savinio, Mario Soldati, Raffaele La Capria, adesso restano solo rimasugli di idee, e Capri, dodici puntate della seconda serie, nasce da un’idea di Carlo Rossella, quando faceva il direttore del Tg5 (Raiuno, domenica e lunedì, ore 21.10). E alla regia—si fa per dire—c’è Andrea Barzini, che discende pure da nobile schiatta. Capri è un lungo spot sull’isolama più ancora sugli effetti benefici del posto. È una fiction dove tutti recitano mediamente male, parlano, parlano, ma vanno a letto con una frequenza impressionante: il che può essere un efficace invito per fare un salto sull’isola, la più «mondana» del mondo.
Gli attori del fotoromanzo sono Kaspar Capparoni, Gabriella Pession, Sergio Assisi (esiste un premio per la peggior interpretazione dell’anno?), Bianca Guaccero, Luca Ward, la sempre sorridente Anna Galiena e altri. Capri piace alla gente che non piace ai Rossella, ai Rizzoli, ai Barzini (quanto meno non la frequentano), per questo si snoda come una favola priva di ogni capacità favolistica, come una storia cui nessuno crede, nemmeno i protagonisti, persino come un «lato oscuro» privo di oscurità. Come cambiano i tempi e com’è facile cedere alla demagogia! La Regione Campania ha contribuito con svariati euro alla realizzazione di questa «operazione di marketing territoriale »: con tutti i guai che la Regione sta attraversando, i soldi non potevano essere utilizzati per interventi più utili?
Aldo Grasso
02 aprile 2008
Allora, è vero che è facile (s)cadere nella demagogia, ma come dargli torto?
«Capri», favola a cui nessuno crede
Come cambiano in tempi! Una volta il vecchio Angelo Rizzoli, il commenda, trasformava Ischia nella più importante stazione termale del Mezzogiorno; adesso il nipote Angelo si deve accontentare di produrre una fiction turistica sulla rivale Capri, «rubando» alcuni nomi al passato ischitano: Reginella, Isabella... Come cambiano i tempi, signora mia! Una volta di Capri si occupavano scrittori come Alberto Savinio, Mario Soldati, Raffaele La Capria, adesso restano solo rimasugli di idee, e Capri, dodici puntate della seconda serie, nasce da un’idea di Carlo Rossella, quando faceva il direttore del Tg5 (Raiuno, domenica e lunedì, ore 21.10). E alla regia—si fa per dire—c’è Andrea Barzini, che discende pure da nobile schiatta. Capri è un lungo spot sull’isolama più ancora sugli effetti benefici del posto. È una fiction dove tutti recitano mediamente male, parlano, parlano, ma vanno a letto con una frequenza impressionante: il che può essere un efficace invito per fare un salto sull’isola, la più «mondana» del mondo.
Gli attori del fotoromanzo sono Kaspar Capparoni, Gabriella Pession, Sergio Assisi (esiste un premio per la peggior interpretazione dell’anno?), Bianca Guaccero, Luca Ward, la sempre sorridente Anna Galiena e altri. Capri piace alla gente che non piace ai Rossella, ai Rizzoli, ai Barzini (quanto meno non la frequentano), per questo si snoda come una favola priva di ogni capacità favolistica, come una storia cui nessuno crede, nemmeno i protagonisti, persino come un «lato oscuro» privo di oscurità. Come cambiano i tempi e com’è facile cedere alla demagogia! La Regione Campania ha contribuito con svariati euro alla realizzazione di questa «operazione di marketing territoriale »: con tutti i guai che la Regione sta attraversando, i soldi non potevano essere utilizzati per interventi più utili?
Aldo Grasso
02 aprile 2008
Allora, è vero che è facile (s)cadere nella demagogia, ma come dargli torto?
giovedì 20 marzo 2008
Demagogia
Da Wikipedia:
Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e ago, "conduco / trascino") che indica un comportamento politico incline ad assecondare le aspettative della gente, sulla base della percezione delle loro necessità.Di frequente uso nel dizionario politico, con accezione dispregiativa indica il comportamento di colui che utilizza frasi retoriche ed esprime promesse inconsistenti per accaparrarsi il favore dell'elettorato, facendo spesso leva su sentimenti irrazionali, ed alimentando la paura o l'odio nei confronti del nemico o dell'avversario politico. In altri termini, la demagogia è l'attività del politico che, in vista del proprio favore, spinge il popolo a fare qualcosa contro il suo stesso interesse, sviando la percezione delle necessità reali. Platone come anche Aristotele indicavano la demagogia come una forma di governo che deriva dalla degenerazione della democrazia e che sarebbe preludio della tirannide o dell'anarchia.
Non avendo effettuato studi classici mi sono sempre chiesto il significato della parola demagogia e perchè si sente spesso nei dibattiti in tv tra questo o quell'altro politico. Facendo una piccola ricerca in rete ho capito che la demagogia non è altro che l'attività di un politico che, nel proprio interesse, spinge il popolo, in tutta coscienza, a fare qualcosa contro il proprio interesse.
Di esempi a tal proposito ne abbiamo molti. Basta ricordare due referendum fatti nel nostro paese, in anni diversi e con tematiche lontane tra loro, ma entrambi hanno avuto un esito molto scontato. Uno del 2005 per l'abrogazione parziale della legge 40/2004 che regola in Italia la fecondazione assistita, la diagnosi preimpianto e la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con il 25,9% dei votanti non si è chiaramente raggiunto il quorum per la validità del referendum stesso, fissato al 50% dei votanti più 1. Ricordiamo tutti la campagna effettuata dalla chiesa e da quei politici baluardi a difesa dei valori della famiglia (loro che di famiglia ne hanno in alcuni casi anche due.....) per far sì che la gente, il popolo, non andasse a votare. Io sono tra questi e me ne pento amaramente. Il mio non voto all'epoca fu dettato dal fatto che non credevo che un tema etico di così grossa importanza potesse essere messo nelle mani di persone, come me, che non sapessero poi molto sulla fecondazione assistita, cellule staminali e quant'altro. Il secondo invece, più datato ma non meno discutibile nell'esito è quello famoso del nucleare del 1987, che con il 65,1% dei consensi favorevoli all'abrogazione che permettono l'utilizzo di centrali nucleari in Italia, ha permesso oggi a distanza di oltre 20 anni di avere centrali in tutti i paesi confinanti e di pagare l'energia elettrica importata a prezzi esorbitanti. Tutto ciò avrebbe avuto un significato se ci fosse stato, nei 20 anni a seguire, un incremento degli investimenti nelle cosidette energie rinnovabili. Ma, come sappiamo, così non è stato. All'epoca i promotori del referendum (Legambiente, Amici della Terra, Italia Nostra, LIPU, WWF, DP, PR, Verdi e FGCI) cavalcarono l'onda della paura generata dal distastro di Černobyl' e fu facile far mettere una croce sul Sì a chi pensava soprattutto alla salute dei propri figli (come del resto fecero i miei genitori in quanto io non ero ancora maggiorenne).
Dopo questa premessa dico che l'obiettivo che mi sono prefissato con questo blog è quello di fare della sana e pura demagogia. Voglio spingere orde di popoli a fare ciò dico. In fondo se ci riesce bene chi osteggiando titoli accademici, un sorriso a 55 denti, un finto parrucchino trapiantato, un accento da cummenda brianzolo, dei tacchi da 8 cm, un'immancabile cravatta blu a pallini bianchi, che vuol dare suo figlio in sposo a una "povera" precaria militante di AN e che forse ignora che è già fidanzato (il figlio) con un'avvenente ex letterina e attuale giornalista e conduttrice di "successo", che pur avendo quintuplicato i suoi guadagni nell'ultimo anno da 28 milioni a 139 milioni e rotti riesce a far credere a oltre il 40% degli italiani che altro non è che cristo ridisceso in terra venuto per salvarci da quell'orda di (pseudo)comunisti del PD piuttosto che arrivare magari a cifra tonda ossia i 200 milioni (e li scrivo in lettere perchè in cifre manco so come si fa) con qualche altra leggettina "ad personam", in fondo dico, se ci riesce lui perchè non posso farlo anche io?
E non ditemi che soffro di deliri di onnipotenza perchè già lo so da me........
Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e ago, "conduco / trascino") che indica un comportamento politico incline ad assecondare le aspettative della gente, sulla base della percezione delle loro necessità.Di frequente uso nel dizionario politico, con accezione dispregiativa indica il comportamento di colui che utilizza frasi retoriche ed esprime promesse inconsistenti per accaparrarsi il favore dell'elettorato, facendo spesso leva su sentimenti irrazionali, ed alimentando la paura o l'odio nei confronti del nemico o dell'avversario politico. In altri termini, la demagogia è l'attività del politico che, in vista del proprio favore, spinge il popolo a fare qualcosa contro il suo stesso interesse, sviando la percezione delle necessità reali. Platone come anche Aristotele indicavano la demagogia come una forma di governo che deriva dalla degenerazione della democrazia e che sarebbe preludio della tirannide o dell'anarchia.
Non avendo effettuato studi classici mi sono sempre chiesto il significato della parola demagogia e perchè si sente spesso nei dibattiti in tv tra questo o quell'altro politico. Facendo una piccola ricerca in rete ho capito che la demagogia non è altro che l'attività di un politico che, nel proprio interesse, spinge il popolo, in tutta coscienza, a fare qualcosa contro il proprio interesse.
Di esempi a tal proposito ne abbiamo molti. Basta ricordare due referendum fatti nel nostro paese, in anni diversi e con tematiche lontane tra loro, ma entrambi hanno avuto un esito molto scontato. Uno del 2005 per l'abrogazione parziale della legge 40/2004 che regola in Italia la fecondazione assistita, la diagnosi preimpianto e la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con il 25,9% dei votanti non si è chiaramente raggiunto il quorum per la validità del referendum stesso, fissato al 50% dei votanti più 1. Ricordiamo tutti la campagna effettuata dalla chiesa e da quei politici baluardi a difesa dei valori della famiglia (loro che di famiglia ne hanno in alcuni casi anche due.....) per far sì che la gente, il popolo, non andasse a votare. Io sono tra questi e me ne pento amaramente. Il mio non voto all'epoca fu dettato dal fatto che non credevo che un tema etico di così grossa importanza potesse essere messo nelle mani di persone, come me, che non sapessero poi molto sulla fecondazione assistita, cellule staminali e quant'altro. Il secondo invece, più datato ma non meno discutibile nell'esito è quello famoso del nucleare del 1987, che con il 65,1% dei consensi favorevoli all'abrogazione che permettono l'utilizzo di centrali nucleari in Italia, ha permesso oggi a distanza di oltre 20 anni di avere centrali in tutti i paesi confinanti e di pagare l'energia elettrica importata a prezzi esorbitanti. Tutto ciò avrebbe avuto un significato se ci fosse stato, nei 20 anni a seguire, un incremento degli investimenti nelle cosidette energie rinnovabili. Ma, come sappiamo, così non è stato. All'epoca i promotori del referendum (Legambiente, Amici della Terra, Italia Nostra, LIPU, WWF, DP, PR, Verdi e FGCI) cavalcarono l'onda della paura generata dal distastro di Černobyl' e fu facile far mettere una croce sul Sì a chi pensava soprattutto alla salute dei propri figli (come del resto fecero i miei genitori in quanto io non ero ancora maggiorenne).
Dopo questa premessa dico che l'obiettivo che mi sono prefissato con questo blog è quello di fare della sana e pura demagogia. Voglio spingere orde di popoli a fare ciò dico. In fondo se ci riesce bene chi osteggiando titoli accademici, un sorriso a 55 denti, un finto parrucchino trapiantato, un accento da cummenda brianzolo, dei tacchi da 8 cm, un'immancabile cravatta blu a pallini bianchi, che vuol dare suo figlio in sposo a una "povera" precaria militante di AN e che forse ignora che è già fidanzato (il figlio) con un'avvenente ex letterina e attuale giornalista e conduttrice di "successo", che pur avendo quintuplicato i suoi guadagni nell'ultimo anno da 28 milioni a 139 milioni e rotti riesce a far credere a oltre il 40% degli italiani che altro non è che cristo ridisceso in terra venuto per salvarci da quell'orda di (pseudo)comunisti del PD piuttosto che arrivare magari a cifra tonda ossia i 200 milioni (e li scrivo in lettere perchè in cifre manco so come si fa) con qualche altra leggettina "ad personam", in fondo dico, se ci riesce lui perchè non posso farlo anche io?
E non ditemi che soffro di deliri di onnipotenza perchè già lo so da me........
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